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  31 | 10 | 2013
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smalto per unghie? meglio di no...
 
Dare lustro, dare smalto, nel senso di conferire brillantezza e resistenza a qualcosa o a qualcuno, sono modi di dire che soprattutto nel caso dei serramenti non andrebbero presi alla lettera! Tra gli errori più comuni di una manutenzione scorretta c'è infatti l'impiego di sostanze sbagliate per la pulizia. La maggior parte delle problematiche sollevate dai clienti e relative a difetti comparsi nel tempo alle finiture e la meccanica delle portefinestre o sui rivestimenti delle porte blindate si possono evitare! Basta aiutarli a conoscere il modo giusto di occuparsi delle proprie chiusure.

Al fine di una corretta manutenzione della finestra/portafinestra e della persiana è necessario:

TELAIO:
Proteggere il telaio di finestre/portefinestre e le persiane dagli agenti chimici acidi e da solventi, cementi o vernici che potrebbero danneggiare in modo permanente la finitura superficiale. A tal fine effettuare la pulizia con cadenza semestrale evitando di utilizzare detergenti acidi o alcalini o prodotti a base di ammoniaca o cloro.
Utilizzare quindi solo detergenti neutri (acqua e sapone o detersivo per auto) ed asciugare con un panno morbido. Se si desidera utilizzare vapore avere cura di mantenere una distanza dal serramento o dalla chiusura oscurante di almeno 40 cm.
Evitare inoltre di pulire il telaio delle finestre/portefinestre e le persiane in momenti della giornata in cui questi possano essere esposti direttamente al sole o nei periodi invernali in cui possano invece essere esposti a temperature troppo basse.
In caso di telaio in alluminio-legno utilizzare un panno umido ed un prodotto adatto alla specifica finitura.

VETRO:
Il vetro non necessita generalmente di particolari precauzioni, la pulizia può avvenire con il semplice utilizzo di acqua pulita o con prodotti non alcalini comunemente in commercio,
Anche in questo caso effettuare la pulizia quando il vetro è a temperatura ambiente.

ACCESSORI E FERRAMENTA:
Verificare annualmente il corretto funzionamento e lo stato di usura di cardini, cerniere, maniglie e di tutte le parti meccaniche rilevanti ai fini della sicurezza. Pulire e lubrificare periodicamente i relativi meccanismi di chiusura (serrature, cerniere, maniglie) con prodotti specifici comunemente in commercio ed utilizzando un pennello a setole morbide.
Pulire infine le asole di drenaggio rimuovendo polvere ed otturazioni che potrebbero compromettere il deflusso all’esterno dell’acqua.

GUARNIZIONI:
Controllare annualmente le guarnizioni fermavetro e quelle all’interno del serramento per verificarne l’integrità e l’elasticità necessaria per garantire una buona tenuta all’aria. Pulire quindi le guarnizioni servendosi di uno spray di silicone ed evitare detergenti acidi.

Non utilizzare raschietti metallici, coltelli, lana d’acciaio o polveri abrasive sulle finestre/portefinestre e le persiane e in particolare sulle guarnizioni e sulle parti vetrate al fine di evitare danni o graffi permanenti. Servirsi piuttosto di spatole di legno o plastica.
 
porte blindate: come trattarle bene...
Contrariamente a quando si pensa, anche la porta blindata, al pari di tutti gli oggetti in movimento, ha bisogno di una manutenzione periodica, se si vogliono evitare fastidiose sorprese, come il blocco della serratura.

Vediamo di seguito cosa occorre fare per avere una porta blindata sempre perfettamente funzionante in ogni sua parte.

Ogni 7-8 mesi bisogna controllare che lo spazio tra il lato inferiore della porta ed il pavimento non diminuisca e sia più o meno uniforme per l'intera larghezza della porta. Se difatti compaiono sul pavimento segni a forma di semicerchi è grave; sintomo di un assestamento della porta e che i cardini vanno registrati e oleati.
Occorre controllare che le viti dei cardini siano perfettamente avvitate e qualora esse siano allentate,  stringerle: se la porta si appoggia al montante dal lato della maniglia, vanno strette le viti superiori, se invece si appoggia dall'altro lato, quelle inferiori.

Per la lubrificazione: va svitato, con un'apposita chiave a brugola, il cilindro del cardine inferiore. Dopo aver versato nel cardine poche gocce di un olio lubrificante si riavvita la vite e si lascia penetrare l'olio nella cerniera, aprendo e chiudendo più volte la porta.

Normalmente la serratura e il cilindro non vanno mai oleati, ma se nel tempo diventasse difficoltoso introdurre la chiave, oppure che si iniziasse a sentire resistenza o cigolio durante la rotazione di apertura e di chiusura, allora è necessario lubrificare il meccanismo interno, non con oli o grassi, potrebbe peggiorare la situazione, ma solo con prodotti idonei, come la polvere di grafite.

Infine una nota specifica sui rivestimenti. La domanda da porsi (perché fa la differenza) è: si tratta di rivestimenti adatti o no alle intemperie? E' chiaro che nel secondo caso le accortenze per una manutenzione corretta dovranno essere maggiori...
 
perché si dice...
Chiave a brugola? Il primo modello di chiave meccanica a testa esagonale fu inventata e brevettata dallo statunitense W.G. Allen il 7 giugno 1910. Il nome italiano deriva da Egidio Brugola, fondatore delle Officine Egidio Brugola di Lissone, che nel 1926 cominciarono a commercializzare le brugole prodotte in Italia. Brugola depositò il brevetto per questo tipo di chiavi e di viti all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi nel 1945.
 
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