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  mexall-progress 30 | 05 | 2013
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Energia Quasi Zero anche per l'Italia
Gli edifici a energia quasi zero sono edifici ad alte prestazioni che usano pochissima o quasi zero energia e che soddisfano i requisiti della nuova Direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici.

Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero. Gli edifici di nuova costruzione occupati dalle Amministrazioni pubbliche e di proprietà di queste ultime dovranno rispettare gli stessi criteri a partire dal 31 dicembre 2018.

Ecco le principali
novità dello schema di decreto legge, in fase di approvazione:

- si fissano i
requisiti minimi da rispettare per le prestazioni energetiche; questi requisiti dovranno essere rispettati dagli edifici nuovi e da quelli sottoposti a importanti ristrutturazioni.

- i requisiti saranno
aggiornati ogni 5 anni;

-
si passa dall'attestato di certificazione energetica all'attestato di prestazione energetica,  che sarà obbligatoriamente rilasciato da personale specializzato e che dovrà contenere le indicazioni per il miglioramento delle performance energetiche;

- ci saranno
sanzioni per i professionisti che non rispettino le metodologie e le modalità previste per il rilascio dell'attestato di prestazione energetica.

Collaborare con
MEXALL consentirà ai nostri partner di anticipare e risolvere tutte le nuove esigenze del mercato. Sistemi dalle prestazioni certificate e aggiornamento costante alle normative vigenti sono la chiave di volta per una strategia commerciale vincente e di lunga durata.
 
Proroga del 55%: in arrivo
E' in arrivo la tanto attesa proroga di sei mesi per la detrazione fiscale del 55% per l'efficienza energetica negli edifici e degli sgravi del 50% per le ristrutturazioni edilizie.

Occorreranno circa 100 milioni di euro. Più consistenti le risorse necessarie a rinnovare gli sgravi per le ristrutturazioni edilizie al 50%, pari a circa 200-300 milioni di euro. Per questo è stato rinviato di una settimana il CdM già annunciato per il 30 maggio.

Il problema principale, considerando la grave recessione in cui si trova il Paese, è trovare la copertura economica di 1,9 miliardi in 10 anni, poiché l’articolo 5 prevede, secondo le direttive UE 2012 sul risparmio energetico, che dal gennaio 2021 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero, compresi le costruzioni della Pubblica Amministrazione e gli edifici scolastici.

Ad ogni modo i ddl degli “eco bonus” prevedono nell’articolo 15 il rinvio di 6 mesi del termine ossia, al 31 dicembre 2013 per l'incentivo fiscale del 50% sulle ristrutturazioni in edilizia, mentre l’art 14 prevede la proroga del bonus del 55% per l’efficienza energetica, con scadenza il 1 luglio.

Il bonus sarebbe utilizzabile dai contribuenti in 10 quote annuali, ma saranno escluse tutte le agevolazioni per le spese sostenute per gli interventi di riparazione sostituzione degli impianti di riscaldamento.
 
 
 
Iva agevolata: le ristrutturazioni edilizie
Un tema importante, nel campo ristrutturazioni e detrazioni è offerto dall’ IVA agevolata al 4% e al 10% per interventi edilizi; si tratta infatti di un argomento di estremo interesse per chi si appresta a eseguire lavori di ristrutturazione edilizia, approfittando della detrazione fiscale sull’IRPEF al 50% che scadrà il prossimo 30 giugno 2013.

C’è poi la questione dell’IVA ordinaria che, a partire dal 17 settembre 2011 è salita al 21% per effetto dell’entrata in vigore della legge 148/2011, che ha convertito in legge dello Stato il decreto 138/2011.

Per molti lavori edilizi, infatti, non si applica l’IVA agevolata ma l’aliquota “piena” del 21%, soprattutto se materiali e beni necessari per effettuare i lavori sono acquistati direttamente dal proprietario dell’immobile nel quale sono eseguiti gli interventi di ristrutturazione.

Per capire quando applicare l’IVA al 10% (o addirittura al 4%) e quando al 21%, è necessario preliminarmente distinguere i due ambiti principali nei quali si eseguono i lavori: interventi eseguiti su appartamenti e immobili a prevalente destinazione abitativa (pertinenze comprese) e quelli fatti su edifici a destinazione non abitativa, a uso diverso o, comunque, nei quali la funzione residenziale non è prevalente.

Se i lavori edilizi vengono effettuati su edifici in cui la funzione abitativa è quella principale, l’IVA agevolata al 10% si applica nei seguenti casi:

- l’acquisto di materiali (piastrelle, pitture, laterizi, ecc.) per interventi di recupero edilizio, purché la posa in opera sia effettuata dal rivenditore;

- l’acquisto di beni finiti (sanitari, caldaie, termosifoni, ecc.) per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, purché la posa in opera sia effettuata dal rivenditore;

- l’acquisto di beni finiti per lavori di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo, anche senza posa in opera da parte del rivenditore;

- le prestazioni di servizi eseguiti sulla base di contratti di appalto per interventi di recupero edilizio di qualsiasi tipologia.

In un caso specifico, inoltre, l’IVA agevolata è al 4%. Si tratta di tutti i lavori che hanno come obiettivo l’eliminazione delle barriere architettoniche come la messa a norma di un ascensore per consentire l’uso ai disabili o l’installazione di un servo scala o l’abbattimento di gradini per la sostituzione con scivoli.

L’aliquota IVA ordinaria al 21%, invece, si applica sempre per il pagamento degli onorari dei professionisti eventualmente coinvolti nei lavori (direttore lavori, il tecnico che redige un Attestato di certificazione energetica, il coordinatore per la sicurezza e qualsiasi altro professionista che presta la propria opera intellettuale a favore del committente).

Gli altri casi in cui si applica l’IVA al 21% sono l’acquisto di materiali e beni diversi dai beni finiti quando non c’è posa in opera da parte del rivenditore e l’acquisto di beni finiti per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, anche in questo caso quando l’acquisto è diretto da parte del committente presso il negozio o il deposito di materiali edili.

Se i lavori edilizi vengono invece effettuati su edifici in cui la funzione abitativa non è quella principale, l’IVA agevolata al 10% si applica nei seguenti casi:

- acquisto di beni finiti (sanitari, condizionatori, caldaie, termosifoni, ecc.) anche senza posa in opera da parte del rivenditore per tutti i lavori di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo;

- le prestazioni di servizi eseguiti sulla base di contratti di appalto per interventi di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo.

L’IVA ordinaria al 21% si applica, invece, alle prestazioni di servizi corrisposti sulla base di contratti d’appalto per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.


(fonte: Arch. Nicoletta Gandolfi)
 
     
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