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  mexall-progress 11 | 07| 2013
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un vortice di novità
Dalla struttura del DNA ai modelli di crescita delle piante, la spirale è una curva che rende chiara la possibilità di una crescita centrata.

Di solito ci figuriamo concetti come progresso, miglioramento personale o addirittura "incremento del fatturato" con immagini che rimandano a linee, segmenti, frecce. Tutte ricordano un viaggio solitario lungo strade più o meno in salita oppure arrampicate e discese. E' possibile cambiare modello?  

Sembra un discorso astratto ma non lo è. Noi scegliamo ogni giorno orientandoci su una visione del mondo omessa, quasi inconsapevole.

Viaggiare in linea retta significa ignorare tutto il resto, mentre l'alternativa può essere includere il paesaggio, gli incontri casuali, le riflessioni marginali. Da ogni angolo del nostro ambiente di lavoro, grazie a ogni partner o collaboratore, possono aprirsi spiragli (il termine non è casuale) di novità.  

Il punto focale non è un esterno da raggiungere, ma un interno  da far sviluppare in tutte le sue potenzialità. Ogni bersaglio esterno verrà raggiunto, inevitabilmente incluso nelle curve in espansione della spirale.

In termini operativi si tratta, per MEXALL, di assumersi un compito inclusivo, cioè di tener conto, nella proposta di servizi, forniture, strumenti commerciali e assistenza ai propri partner, che ognuno non è un punto su una retta ma un ulteriore anello di crescita della spirale.    

Ricordiamoci che il nostro universo di mercato è uno spazio condiviso, non necessariamente un terreno di scontro. Per questo intendiamo migliorare costantemente la qualità e il numero degli strumenti utili al lavoro comune e siamo più che disponibili ad accogliere idee e suggerimenti.

Si può desiderare la Luna, ma per raggiungerla è necessaria un'azione comune, coordinata e continua, superando l'idea che tentare da soli sia l'unico modo. 

Siamo QUI anche per te!
 
nello spazio: insieme!
E' di appena due giorni fa la notizia, storica, del primo astronauta italiano ad aver fatto una skywalk (una passeggiata nello spazio) di oltre sei ore.

L'equipaggio era internazionale, naturalmente, ed è la dimostrazione di quanto si possa raggiungere lasciando da parte le bandiere e dedicandosi insieme a espandere i confini di un mondo che mai come oggi è comune.

A Luca Parmitano, anche per l'esempio, grazie! 
 
 
 
feed your mind...
Con un gioco di parole potremmo tradurre il titolo in: alimenta la tua mente!
Non si tratta solo di libri ma di quello che c'è alla base di ogni processo di apprendimento: la conversazione. Le idee, i progetti, le nuove soluzioni a problemi apparentemente insolubili nascono nello spazio vuoto, cioè pronto ad accogliere, che si forma tra "io" e "te" quando ci parliamo. Chiunque avrà qualcosa di interessante da dirci se stiamo davvero in ascolto.

Ascoltare significa non avere la risposta pronta, ma riconoscere quanto c'è di estraneo, di diverso eppure di comprensibile nei ragionamenti e nelle opinioni dell'altro. Succede anche per la lettura di un testo scritto, la situazione in cui uno dei due "parlanti" è altrove. Spesso quello che davvero apprenderò di un saggio storico o di una guida al montaggio di una finestra è strettamente legato alle domande che mi hanno spinto a leggere; salterò magari interi capitoli per cercare l'argomento che mi interessa, e solo quello. In questo modo si tratterà di una conversazione a senso unico, come discutere con un partner ignorando quello che dice e aspettando solo di ricondurre la questione sulle "mie" argomentazioni, spesso preconcette.

Le idee, soprattutto le nuove idee, prendono forma quando invece lasciamo che gli altri entrino, prendano letteralmente posizione nel nostro territorio mentale. E' la differenza tra affrontare o condurre una conversazione e semplicemente abitarla, viverla.
Un bambino che piange per un giocattolo non ricevuto sta probabilmente chiedendo solo di ricordarsi di lui; più che lasciarsi bloccare in lunghi tira-e-molla converrebbe proporgli un paio d'ore di gioco insieme. E verificare magari che il giocattolo apparentemente indispensabile era soltanto un pretesto.

La questione centrale è l'ascolto. Un ascolto vero, continuamente orientato da quello che la psicologia cognitiva chiama feed-back, o retroazione, azione di ritorno.

La soluzione, come nel caso del bambino, nascerà nello spazio accogliente che si stabilisce tra "me" e "te". Sarà imprevista, come la scoperta, in un romanzo, di una frase che sembra fatta apposta per noi e che ci dà la risposta a un'altra domanda, una che non avevamo nemmeno in mente quando abbiamo iniziato distrattamente a sfogliarlo.

Vi proponiamo un dialogo aperto: inviateci opinioni, punti di vista, proposte. A ridosso della pausa estiva, tra due settimane,  pubblicheremo un modulo feedback che ci consentirà di comunicare in tempo reale.

Vi ascolteremo attentamente, perché il pensiero da alimentare è collettivo. A presto! 
 
 
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